Paziente immigrato :
Un’opportunità per il Mmg
E’ sotto gli occhi di tutti, ed in particolare modo dei medici italiani, il fenomeno della migrazione dai Paesi del Sud ed Est del mondo verso il Nord-Ovest perseguendo un diritto inalienabile dell’uomo quale la ricerca di migliori condizioni di vita e, per alcuni, la ricerca della sopravvivenza.
I MMG sono in prima fila nei confronti di questo cambiamento epocale del mondo. Ciò pur nella consapevolezza che l’Italia, con il suo 2,9% di presenze di extracomunitari, non ha ancora raggiunto i livelli della Germania (9%) o della Francia (7%).
In Italia al 31-12-1999 (dati del Ministero della Sanità) vi erano 1.500.000 immigrati di cui 1.251.994 con permesso di soggiorno.
Un dato ulteriore è la prevalenza di età giovanile tra i 19 e 40 anni del 67%.
Ciò è ovviamente segno che sono le persone più forti, al culmine della energia vitale, che affrontano le traversie di una situazione che, nei primi tempi, presenta sicuramente delle frustrazioni e dei disagi sia psichici sia fisici prima di trovare una sistemazione relativamente tranquilla.
Al seguito dei giovani, nel proseguo, giungono i famigliari per ricongiungere la famiglia.
Il primo elemento che emerge è l’assenza assoluta di dati sanitari per quanto concerne la sanità del territorio. Nel sito Web del Ministero della Sanità è possibile rilevare solo i dati riguardanti i ricoveri ospedalieri in un documento: “Rapporto nazionale sui ricoveri ospedalieri degli stranieri in Italia- Dati SDO 1998”. Da questo documento emergono alcune osservazioni che, ritengo, vadano evidenziate.
Le aree più frequenti dei Ricoveri riguardano la materno-infantile, l’infortunistica e il degrado sociale (detenzione, prostituzione, tossicodipendenza).
Dalle SDO (Schede Dimissioni Ospedaliere) emerge che nel 1998 i cittadini extracomunitari ricoverati sono stati 238.000 con un rapporto di 20/1000 ricoveri.
Il tasso di ricovero è del 2,5 per gli Italiani, mentre corrisponde al 2 % per gli extracomunitari.
Un terzo dei pazienti presenti negli SDO provengono da: Marocco, Albania, ex-Jugoslavia.
Le maggiori cause di ricovero sono la gravidanza e il parto, i traumatismi e l’aborto volontario.
Ovviamente sono rilevate anche le malattie infettive (malaria, tubercolosi, MST) ma il numero assoluto è molto basso rispetto alla popolazione generale anche se percentualmente significativo rispetto alla popolazione interessata.
Ad esempio la tubercolosi è stata rilevata su 934 pazienti extracomunitari residenti (0,8% dei ricoveri ordinari) rispetto ai 10.565 pazienti italiani (0,1% dei ricoveri ordinari).
L’HIV è stato rilevato in DH su 914 pazienti extracomunitari residenti (3,8% dei ricoveri in DH) rispetto ai 37.211 casi su pazienti italiani (1,6% dei ricoveri in DH).
Nella mancanza assoluta di dati riferiti alla gestione del territorio, ho voluto fare una valutazione retrospettiva del mio “database” riferita da una popolazione di 1450 pazienti residenti in un’area geografica della bassa pianura bresciana a prevalenza economica industriale e artigianale e con una quota di attività agricola e di lavorazione casearia.
I miei pazienti si suddividono:
· 1296 italiani (89,4%) compresi una decina di persone di altri Stati Europei ed extraeuropei coniugati con italiani e con la cittadinanza italiana
· 154 extracomunitari (10,6%)
Gestendo il mio studio con l’ausilio di una collaboratrice ho implementato dal gennaio 2000 una gestione più razionale dello studio con prenotazione su appuntamento quattro giorni la settimana dal lunedì al giovedì, lasciando il libero accesso allo studio il venerdì.
In questo modo ho potuto rilevare alcuni dati molto precisi sull’accesso allo studio.
Dal 2/1/2000 al 31/5/2001, su 261 giorni lavorativi, ho eseguito 7902 visite di cui 7179 a cittadini italiani pari al 90,8% e 723 visite a extracomunitari pari al 9,2%.
Da questi dati emerge che la media giornaliera delle visite è di 30,2 di cui 27,5 per gli italiani e 2,7 per gli extracomunitari.
Su questa base si può fare una stima mensile, calcolando cinque giorni lavorativi a settimana per quattro settimane, di 604 visite/mese di cui 550 per gli italiani e 54 per gli extracomunitari.(vedi istogramma).
Da questo campione, pur limitato, si può evincere quale sia e quanto sia l’impegno per un MMG della provincia di Brescia.
Riguardo alle maggiori cause di ricovero evidenziate precedentemente ritengo opportuno sottolineare gli aspetti della fragilità sociale che le sottendono:
1- L’abortività volontaria sottende
· Scarsa educazione sessuale
· Ignoranza dei metodi anticoncezionali
· Precarietà affettiva famigliare
· Precarietà del lavoro e dell’autonomia economica
· Precarietà dell’alloggio
· Precarietà di relazioni sociali
2- L’abuso da alcool e le varie tossicodipendenze esprimono
· Emarginazione sociale
· Incapacità a relazionarsi con una realtà diversa dal proprio Paese
· Incapacità a gestire la frustrazione delle varie difficoltà incontrate
· Mancanza di radici culturali e valoriali
3-Traumatismi per:
· Incidenti stradali per uso di mezzi di trasporto inadeguati o ignoranza delle regole della viabilità
· Incidenti sul lavoro per difficoltà ad inserirsi nei ritmi di lavoro o per inosservanza della legge 626.
· Infortuni domestici per incapacità nell’utilizzare le “nuove” tecnologie e gli impianti delle abitazioni occidentali
· Violenze subite all’interno o all’esterno della famiglia
In questo esplodere della globalizzazione, quindi, anche il MMG deve crearsi degli strumenti per gestire questo nuovo problema rivedendo su basi nuove il rapporto medico-paziente. In particolare si pone l’attenzione su questi “items”:
· RICERCA DI EMPATIA
· SUPERARAMENTO DELLA DIFFIDENZA RECIPROCA
· STUDIO DEI PROBLEMI LINGUISTICI
· APPROFONDIMENTI DEGLI ASPETTI VALORIALI
· COGLIERE I DIVERSI PARADIGMI SANITARI DEI PAESI DI ORIGINE
· CAPIRE I DIVERSI PARADIGMI RELIGIOSI
· INDAGARE SULLE DIVERSE ABITUDINI ALIMENTARI E DIETETICHE
· STUDIARE IL DIVERSO ATTEGGIAMENTO VERSO LA SESSUALITA’
· ANALIZZARE IL DIVERSO PROCESSO EDUCATIVO DEI FIGLI
Il MMG come può affrontare tutto ciò e cosa deve potenziare per affrontare al meglio tutte queste nuove problematiche?
Deve sviluppare:
· ISTINTO
· BUON SENSO
· RISPETTO RECIPROCO
· VALORE POSITIVO DELLA “ DIVERSITA’ “
· CURIOSITA’ VERSO CULTURE “ALTRE”
· MMG COME “ASSISTENTE SOCIALE”:
1-DARE SPIEGAZIONI SULLA ORGANIZZAZIONE DEL SSN
2-INPS
3-INAIL
· MMG COME EDUCATORE SANITARIO SU:
1-SESSUALITA’-RESPONSABILITA’ ALLA PROCREAZIONE-ANTICONCEZIONALI
2-ALIMENTAZIONE-IGIENE
3-AFFETTIVITA’
Concretamente, quale percorso formativo dovrà affrontare il MMG?
· Migliore conoscenza del quadro normativo per gli extracomunitari residenti e no.
· Processo di formazione specifico con corsi adeguati per i MMG
· Informazioni sulle religioni d’origine:
Islam- Induismo- buddismo- ritualità magica –ebraismo -varie espressioni del cristianesimo (luterani, avventisti, coopti, ortodossi, mormoni, testimoni Geova)
· Migliorare la conoscenza delle lingue con eventuale ulteriore studio di nuove per migliorare la sua “compliance” comunicativa
· Favorire una migliore rete territoriale in collaborazione con le ASL per raccogliere dati significativi per la conoscenza ed il monitoraggio dell’assistenza dei pazienti extracomunitari, ma non solo.
· Programmare un’educazione sanitaria specifica per gli extracomunitari.
Ovviamente non si può terminare questo intervento con una conclusione riassuntiva della problematica sollevata. Il problema rimane assolutamente aperto e, ritengo, che questi sarà IL PROBLEMA per eccellenza per i prossimi decenni. Sarà una grande scommessa per tutti, Medici e non medici.
L’invito personale è di valutare sempre gli aspetti positivi della globalizzazione riportando al centro dell’attenzione l’UOMO e la CULTURA.