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Incontro-dibattito organizzato dall’Ordine di Brescia e dalla SIMP
Si è svolto recentemente presso l’Ordine un dibattito estremamente importante con la partecipazione attiva dei presenti sulla necessità di una formazione psicologica specifica da parte dei medici e,nello specifico, dei MMG, per meglio affrontare le dinamiche della relazione con il Pz, ed in particolare, le emozioni che spesso emergono nell’esercizio della Medicina.

L’Università su questo tema è completamente assente ed indifferente! Da qui la necessità, sentita dai colleghi più sensibili, ad un approccio diverso e più completo nell’attività del medico.

Come Consigliere Delegato,nell’introdurre il tema, ho rimarcato come il nostro Ordine sia attento a queste necessità formative del MMG e, per questo,ha accolto l’invito della SIMP di Brescia di collaborare nella organizzazione di questo dibattito.
In particolare ho ricordato quanta parte della domanda dei pz con disturbi psicologici e/o psichiatrici (circa il 30% delle richieste) venga espresso al MMG:da una recente ricerca dell’OMS i pz con tali problemi si rivolgono in prima battuta nel 51% al MMG e, pertanto, questa figura professionale viene, ancora una volta, ad avere una valenza altamente significativa allorquando solo il MMG può avere una visione diacronica del “vissuto” del pz conoscendone gli eventi della vita,la socialità e i rapporti interpersonali.

Il dr Regazzoli,coordinatore della sezione SIMP di Brescia,prima di introdurre il nostro ospite, dr A. Minervino,psichiatra di Parma e responsabile della sezione SIMP della sua città, ha voluto ricordare con molta simpatia la poliedrica personalità del prof.UgPozzi,recentemente scomparso, fondatore e animatore della sezione SIMP di Brescia.

Ha preso la parola il Relatore della serata, dr A.Minervino, che ha esordito rimarcando quanto la formazione psicologica del medico sia un elemento fondamentale della professionalità, perchè l’incontro tra domanda e risposta porta inevitabilmente ad un coinvolgimento relazionale.

Ha successivamente passato in rassegna la ricca storia della SIMP (Società It. Medicina Psicosomatica) nata negli anni ‘60 con lo sviluppo che ha avuto in ambito internazionale e, soprattutto,negli anni ‘70 l’importanza data alla formazione dei medici tramite i gruppi Balint, facendo riferimento a Balint stesso e all’esperienza coordinata dal dr Luban-Plozza ad Ascona in Svizzera. Gruppi di formazione che permettono di acquisire nel tempo apprendimento affettivo ed esperienziale.
Ha rimarcato la differenza tra informazione e formazione:il primo si situa in un modello razionale, il
secondo in un modello affettivo.Di fatto ancora oggi vi è una dicotomia tra la Medicina Somatica insegnata in Facoltà e la medicina Psicosomatica. L’insegnamento della Medicina è ancora oggi un fatto soprattutto tecnico.

Il dr Minervino si è poi chiesto qual’è sia stato fino ad oggi il ruolo del MMG.Spesso è stato un Medico che ha delegato troppo e molto.Se continuasse su questa linea il suo ruolo ne verrebbe sicuramente sminuito.
Il MMG deve anche affrontare il suo coinvolgimento emotivo e, da quì,la consapevolezza, delle emozioni scaturite nella e dalla relazione con il Pz.Ciò perchè la qualità della relazione ha un potenziale terapeutico che può favorire la guarigione ma, se usata in modo improprio,può determinare esso stesso malattia.

Purtroppo da anni il Medico ha spesso rinunciato al potere della relazione delegando tutto alla Medicina Tecnologica spinto,forse inconsapevolmente, anche dal ‘business’ della tecnologia.

Tutto ciò naturalmente senza dimenticare che il Medico, comunque sia,deve essere sempre un Medico Clinico che sappia affrontare una diagnosi differenziale ed una corretta terapia anche farmacologica.
Ma non solo!

E che cento rose fioriscano!